giovedì, 16 marzo 2006

NON STO' A SCRIVERE QUI TUTTO PERCHE' NON MI BASTEREBBE LO SPAZIO.
DICO SOLO CHE JACOPO E' IL FIGLIO DI CARI AMICI MIEI DI FAMIGLIA DA UNA VITA CHE HA AVUTO LA DISGRAZIA DI ESSERE AFFETTO DA UNA MALATTIA RARISSIMA: LA SCLEROSI TUBEROSA.
SONO ANNI CHE I MIEI AMICI COMBATTONO, STUDIANO SI ARROVELLANO PER POTER FAR VIVERE MEGLIO IL LORO CUCCIOLO CHE ADESSO HA 7 ANNI MA FINO AD ORA NON POTEVANO FARE ALTRO CHE PREGARE....HANNO SPESO TUTTO CIO' CHE AVEVANO PER LUI.
LE SPERANZE SONO RIOPOSTE IN UNA SERIE DI INTERVENTI COSTOSISSIMI NEGLI STATI UNITI.
HANNO CREATO UNA FONDAZIONE PER CHIEDERE AIUTO A TUTTI, SPERANDO NELLA SOLIDARIETA' E NELL'AFFETTO DELL'ITALIA..... CHE STA RISPONDENDO ALLA GRANDE!
HANNO RACCOLTO MOLTO, MA NON BASTA ANCORA.....
NON OCCORRE DONARE "MILIONI", MA SE TUTTI DONASSERO ANCHE SOLO 5 EURO, LE SPERANZE DI QUESTA FAMIGLIA AUMENTEREBBERO ED UNA UTOPIA POTREBBE DIVENTARE REALTA'.

VI RIMANDO AL SITO DELLA ORGANIZZAZIONE E, SE VOLETE DARE IL VOSTRO CONTRIBUTO OLTRE A RINGRAZIARVI ANCHE PER LORO, VI ASSICURO CHE CON QUESTO GESTO VI SENTIRETE MEGLIO wink.gif

AIUTATEMI A PUBBLICIZZARE QUESTA COSA E VE NE SARO' RICONOSCENTE PER TUTTA LA VITA.

GRAZIE CON TUTTO IL CUORE heartsaround.gif

http://www.perjacopo.org

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lunedì, 19 settembre 2005
postato da: Stregantropa alle ore 17:19 | Permalink | commenti (1)
categoria:colore, arte, pittura
lunedì, 19 settembre 2005
DIPINGO CIO' CHE SENTO... GUARDO CIO' CHE DIPINGO... E GLI DO UN NOME
postato da: Stregantropa alle ore 17:09 | Permalink | commenti
categoria:colore, arte, pittura
lunedì, 19 settembre 2005

Stai battendo la testa contro il muro per la... 

Cefalea a Grappolo? 

(Cluster Headaches)

 Cos’è lO.U.C.H.?

[Organization for Understanding of Cluster Headaches ]

 

LOrganizzazione per la Comprensione delle cause della Cefalea a Grappolo è unorganizzazione SENZA ALCUN FINE DI LUCRO, impegnata nel supporto alla ricerca delle cause e nella diffusione della conoscenza della

Cefalea a Grappolo

 

Come posso diventare un membro dellO.U.C.H.?

 

 

 

Contatta il sito WEB:

 

www.ouchitalia.it

 

Per informazioni ed aiuto

Email:

Riccardo@ouchitalia.it

Sten@ouchitalia.it

Davide@ouchitalia.it

 

Oppure contatta il numero telefonico: 333-7627-440

 

 

 

(potrà rispondere la segreteria telefonica, lascia un recapito e ti richiameremo al più presto)

Come posso aiutare?

 

Diventa un membro della O.U.C.H. Italia (ONLUS)

 

Quota iscrizione 30,00

 

 

 

 

postato da: Stregantropa alle ore 16:46 | Permalink | commenti
categoria:dolore, testa, associazione, cefalea, grappolo, cluster, ouchitalia
lunedì, 19 settembre 2005

Cos'é?

 

La Cefalea a grappolo (per brevità CH, dal nome inglese cluster headaches) è una cefalea di tipo primario, con attacchi intensissimi su un solo lato della testa,  ripetuti nelle ventiquattro ore. La sequenza si ripete per settimane, mesi, o, nel caso dei cronici, per buona parte della vita.

Le cause non sono ancora accertate, ma da alcuni anni si ipotizza una disfunzione della regione ipotalamica del cervello (con ipertrofia). Questa zona del cervello gestisce, tra le altre cose, anche i ritmi circadiani (quelli che definiscono le attività giorno-notte).

Proprio per questa genesi, probabilmente, gli attacchi e i cicli stessi hanno cadenze precise, quasi scandite da un orologio. Nonostante la precisione individuale, gli attacchi e i cicli hanno frequenze, durate ed intensità estremamente variabile sull'universo dei pazienti. 

L'attacco in sé provoca il dolore più intenso mai provato dall'uomo (donne sofferenti dicono che tutta la sequenza del parto è un nulla al confronto di una sola ora dell'attacco). L'attacco arriva quasi sempre con un preavviso minimo. In pochi minuti arriva al picco massimo, continua per il 90% del tempo, e poi diminuisce velocemente sino a scomparire del tutto. 

Il dolore colpisce l'occhio e la tempia corrispondente; spesso si estende -e a volte nasce- alle mandibole, colpendo gengive e denti e palato, sempre sul lato dell'occhio. In alcuni casi tutto il lato del cranio è colpito dal dolore, addirittura i follicoli dei capelli. Raramente il collo e la spalla, e spesso è un dolore riflesso.

Talvolta delle shadow precedono l'attacco. Potremmo definirle come l'aura degli emicranici, ma non è la stessa cosa, ne' come sintomi, ne' come descrizione. Shadow (ombra, in Inglese) è la migliore definizione possibile: è un precursore del dolore, una specie di attacco senza dolore, una, se vogliamo andare nel paranormale, premonizione dell'attacco. 

Oltre al dolore, i sintomi dell'attacco sono: occhio che lacrima, rinorrea (naso che cola) e naso ostruito , aumento della pressione arteriosa, rossori al volto, sudorazione (raro), brividi (raro), fotofobia (abbastanza raro), fonofobia (raro) rallentamento del battito cardiaco. 

Una manifestazione caratteristica è la necessità di muoversi continuamente, di stare soli, di colpire con la testa muri, pavimenti, colpirsi e/o premere il lato sofferente con le mani o oggetti. Non siamo pazzi! Pare sia una reazione automatica al tipo di dolore. I microtraumi (a volte non tanto micro) comprimono le arterie, e pare che questo riduca il dolore della CH. 

Un'altra caratteristica peculiare è l'impossibilità e l'inutilità di stare a letti sdraiati. La posizione coricata -sia prona che supina, che laterale-  peggiora in modo incredibile il dolore, e a volte prolunga l'attacco. Alcuni -io stesso nei primi tre anni- si impongono di stare a letto, pensando e sperando di migliorare la situazione; in effetti negli altri tipi di emicrania ciò è utile! Nel nostro caso NO!

Gli attacchi si manifestano principalmente di notte, svegliandoci repentinamente, generalmente dopo un'ora dall'inizio del sonno, durante la fase detta REM (Rapid Eye Movements, la fase in cui si sogna e gli occhi hanno movimenti rapidi in tutte le direzioni). Altri attacchi avvengono di giorno, ma sono meno comuni, e di tipologia diversa (i miei, ad esempio, sono più lunghi e meno dolorosi).

 


Nella tabella sottostante riporto i tempi e frequenze (minimi e massimi) di cicli e attacchi, ed il loro numero:

  Minimo Massimo
Numero attacchi al giorno 1 8
Durata attacco 15 minuti 2 ore
Durata ciclo  2 settimane 3 / 4 mesi (*)
Frequenza  ciclo (tra remissione e remissione) ogni 3 / 4 anni più volte all'anno

*) il ciclo può essere senza remissione, in questo caso il paziente è cronico


Nella seconda tabella riporto le percentuali dei sofferenti di CH, sul totale individui, divisi per sesso e per tipo di CH 

Sofferenti di CH sul totale abitanti 0,1% (uno su mille)
Percentuale di cronici 20% sul totale CHers
Proporzione tra maschi e femmine 1/3 = 1 femmina ogni 3 maschi
Ereditarietà (parenti 1° e 2° grado anch'essi con CH 7 /10%
Età media di insorgenza (non ben definita) 5% prima dei 18 anni

 55% dai 16 ai 30 anni

 40% oltre i 30 anni 

 


...se siete arrivati fino qui facendo sì con la testa, e non sapevate qual'era la vostra malattia.... vi conviene contattare un buon neurologo e.... benvenuti nel club...


(Riferimenti liberamente tratti da pubblicazioni WEB e dal libretto "La cefalea a grappolo" di Antonaci/Costa)

postato da: Stregantropa alle ore 16:36 | Permalink | commenti
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venerdì, 08 luglio 2005

VOLETE VERIFICARE SE AVETE CAPACITA' PRANICHE?

VOI SCETTICI VOLETE DIMOSTRARE CHE CHIUNQUE POSSIEDE LE STESSE QUALITA' DI UN PRANOTERAPEUTA ?

VOLETE DIVERTIRVI A FARE QUESTO ESPERIMENTO ?

ALLORA..............

 

Comprate una fettina di fegato (c.a 100 g) di manzo o di vitello

Mettetela su un piatto; da questo momento tenetela fuori dal frigo, ma lontana da fonti di calore; non copritela e non mettetela in contenitori che non ne permettano la traspirazione; abbiate cura di riporla fuori dalla portata di bambini o di animali domestici.

Mettete le mani sulla fettina, a distanza di 3 o 4 cm, e cercate di irradiare prana sulla stessa.

Rimanete così con le mani per 10 minuti, poi girate la fettina e irradiate per altri 10 minuti.

Durante l'esperimento è meglio evitare di essere distratti.

Procedete quindi all'esperimento quando siete sicuri che non ci siano interferenze.

Ripetete il procedimento, sulla stessa fettina, una volta al giorno per cinque giorni consecutivi.

Alla fine della prova, riponete la fettina in una bustina di plastica.

Il processo di mummificazione blocca il processo di putrefazione. Abbiate cura di mantenere una certa concentrazione.

SE VI SI E' MUMMIFICATA POSSEDETE PROPIETA' PRANICHE E SE SIETE SCETTICI, RECATEVI AD UNA DELLE TANTE SEDI DELLA A.MI UNIVERSITY E DIMOSTRATE CHE 1) SIAMO TUTTI CIARLATANI, OPPURE 2) CHE NONOSTANTE ABBIATE DOTI DA PRANOTERAPEUTA, PREFERITE CONTINUARE AD ESSERE SCETTICI PERCHE' UN'OPINIONE NON SI PUO' CAMBIARE!

SE NON VI SI E' MUMMIFICATA 1) BUTTATE TUTTO PRIMA CHE VI RIEMPIATE DI VERMI

                                                         2)  CONTINUATE PURE AD ESSERE SCETTICI ANCHE SE AVETE LE PROVE DI UN FEGATO PUTREFATTO FRA LE MANI!               

 

postato da: Stregantropa alle ore 17:18 | Permalink | commenti (2)
categoria:pranoterapia, medicina complementare
martedì, 05 luglio 2005

UNA COSA IMPORTANTISSIMA DA CHIARIRE E TENERE BENE A MENTE, E' CHE LA PRANOTERAPIA FA PARTE DELLE " TERAPIE COMPLEMENTARI".

SPESSO SI DICE CHE LE TERAPIE NATURALI SONO " ALTERNATIVE ", MA NON DEVE ESSERE COSI'.

LA PRANOTERAPIA, PER ESEMPIO, E' UNA TERAPIA COADIUVANTE DELLA MEDICINA TRADIZIONALE.

IO STESSA COLLABORO CON MEDICI CHE HANNO VISTO IN QUESTA TERAPIA UN IMPORTANTE SOSTEGNO ALLA LORO BASILARE ATTIVITA'.

L'UNA NON SOSTITUISCE L'ALTRA. POSSONO BENISSIMO PRODURRE OTTIMI RISULTATI ( ANZI MIGLIORI ) PROCEDENDO ASSIEME PER UNO SCOPO COMUNE: IL BENESSERE DEL PAZIENTE.

Letizia

postato da: Stregantropa alle ore 10:43 | Permalink | commenti
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martedì, 05 luglio 2005

TERAPIE OLISTICHE

di Renato Mattavelli

Negli ultimi anni, grazie anche al fiorire della cosidetta New-age sempre più persone si sono

avvicinate alle terapie olistiche (da Olis = tutto) tralasciando sempre più quella che è la medicina

ufficiale o allopatica.

Perché la gente si rivolge sempre più alle terapie Olistiche?

I motivi sono veramente tanti e di vario tipo, noi proviamo ad analizzarne solamente alcuni non

pretendendo di dare a ciò nessun valore scientifico, ma semplicemente dare vigore al pensiero

della gente comune (che a volte, vedi le tradizioni, sono più efficaci e corretti del pensiero

scientifico).

Uno dei tanti motivi è nella sfiducia sempre più acuta del cittadino nei confronti delle strutture

sanitarie. Ogni giorno si sente parlare di degrado e incuria degli ospedali, gli appuntamenti per le

visite specialistiche che si protraggono per mesi, senza curarsi in effetti del problema del

paziente singolo. Non è pensabile dare un appuntamento a una persona gravemente malata a due

tre mesi come spesso succede, (e ci si sente dire: "fai la visita privata a pagamento", questa viene

effettuata in brevissimo tempo scoprendo che la si fa poi per mezzo della stessa struttura

ospedaliera pubblica). Non si può considerare il bisogno di bambini, anziani, allo stesso modo in cui

vengono trattati i pazienti nel pieno del loro vigore.

Non crediamo ci sia più un medico che prescriva le medicine "pro-kg, pro die" cioè in base all’età e

al peso del paziente. La medicina allopatica ha fatto diventare il malato non un singolo individuo

bisognoso di cure specifiche ma, un numero con una etichetta data dal nome della malattia che và

trattato con il protocollo specifico. Così un paziente che subisce un infarto, al pronto soccorso ha

delle medicine protocollate che non fanno caso al fatto che il paziente abbia la pressione bassa o

alta ma semplicemente "INFARTO = PROTOCOLLO N° ….." .Lo stesso dicasi per i tumori, e tutte

le altre malattie. La scienza ultimamente ammette che per esempio il tumore è una malattia

psicosomatica, cioè create dalla psiche (mente), ma la medicina allopatica non guarda la psiche ha

semplicemente il protocollo per il tumore. E’ differente un tumore al seno per una donna e un

tumore alla prostata per un uomo ma, per la medicina allopatica no…. Il sistema di cura è sempre

quello: chemioterapia e/o chirurgia..

Così facendo succede che il paziente già debilitato per conto suo, già impaurito dalla gravità della

malattia in corso si affidi completamente nella mano dei medici che hanno semplicemente a

disposizione una ulteriore cavia. In molti casi la chemioterapia ha guarito, in moltissimi ha

stroncato la vita.

E così non sono neppure prese in considerazioni ricerche e sperimentazioni fatte con successo da

alcuni ricercatori (vedi Hammer o Di Bella), anzi costoro che trovano rimedi più naturali vengono

dimessi addirittura dalla loro qualifica di medico. Quelli appena accennati sono solo alcuni tra i più

evidenti motivi per cui la gente si allontana o ha sempre meno fiducia nella medicina allopatica.

Le Terapie Olistiche sono invece metodi di cura antichissimi e soprattutto dolci. Sono terapie che

considerano l’ammalato nel suo essere intero e non a pezzi come la medicina allopatica. Nella

terapia Olistica il paziente è considerato come; Corpo, Mente, Campo energetico e Spirito, e la

malattia come uno squilibrio fra tutte queste parti.

Lo stress è alla base del ’70% delle malattie del giorno d’oggi, e con un buon

ciclo di pranoterapia lo stress può essere superato. Si capisce perciò che solo con questa tecnica,

buona parte delle problematiche vengono superate; questo perché si agisce a livello energetico

senza utilizzo di farmaci o altro che curano il sintomo e danneggiano il resto. Infatti il

pranoterapeuta non sostituisce il medico (con il quale noi vorremmo anzi collaborare) ma

sostituisce buona parte dei medicinali senza alcuna controindicazione per il proprio corpo.

In questo caso parlo di pranoterapia in quanto presso la nostra Associazione è la forma di terapia

olistica più utilizzata (anche se sappiamo che ci sono anche altre tecniche che funzionano

ottimamente).

Abbiamo parlato di stress, però si sa che con la pranoterapia si curano tutte le problematiche

delle persone e, con alcune specializzazioni si arriva a curare anche problematiche estetiche e

psichiche.

La Pranoterapia è infatti riconosciuta in molti stati europei e siamo in attesa che anche in Italia

si arrivi al riconoscimento di tale pratica curativa. Ormai sono tanti gli esempi che fanno

preferire tecniche come la pranoterapia, anziché all’utilizzo di bisturi, medicine, o quant’altro

condizioni l’essere umano a tal punto che molte malattie sono la conseguenza delle minacce

mentali fatte al paziente.

C’è una ricerca fatta dal Dottor Hamer, ricercatore oncologo, in cui si illustra il percorso del

tumore con le cure che la medicina tradizionale utilizza. Ma tutto questo è tenuto all’oscuro alla

maggior parte della gente per semplice businnes.

Il Dottor Di Bella altro famoso oncologo, stà portando avanti una lotta per vedere riconosciuta la

sua modalità di cura per il tumore che non comprende certo l’utilizzo di chemioterapia o altro, si

sa perchè lavora in Italia che con la sua cura molti (Non Tutti) casi sono stati risolti. E allora!

Siccome con la chemioterapia non è che si hanno risultati eccellenti, anzi…. quello che si chiede è

la libertà di cura.

Per tutto ciò, e per tantissimi altri motivi che io (non medico, e non ricercatore scientifico) non

conosco, vedo sempre più la gente avvicinarsi alle Terapie Olistiche, e a tutte quelle Terapie

Naturali che dolcemente e senza ripercussioni avvicinano di più l’ammalato a quello che è: UN

ESSERE UMANO e non un numero da utilizzare come cavia o altro. Non sentirete mai un

pranoterapeuta che si vanta di tutti i successi avuti , al massimo lo sentirete dire: SE TU

ESSERE UMANO (ammalato momentaneamente) LO VUOI, PUOI GUARIRE.

postato da: Stregantropa alle ore 10:26 | Permalink | commenti (1)
categoria:terapie, naturale, olistiche
martedì, 05 luglio 2005

MA COSA SARANNO MAI I CHAKRA???

CHAKRA ARMONIA E SALUTE

I chakra che sono dei veri motori di energia hanno bisogno di essere in armonia fra loro.

La salute fisica dipende dalla salute energetica e la salute energetica dipende dalla salute fisica, quando il

corpo è malato emette onde energetiche squilibrate e tutto il sistema energetico ne risente. L’uomo

dovrebbe vivere in armonia con le energie dei vari chakra, con sé stesso e con l’ambiente che lo circonda.

Se questa armonia viene a mancare, si provocano dei blocchi energetici nei centri e gli organi soffrono a

causa della mancanza di energia e si giunge così ad una malattia. Ogni chakra governa una zona del corpo

e il suo squilibrio si manifesterà producendo patologie relative a quelle specifiche zone controllate da

quello specifico chakra.

CHAKRA N° 1

Il primo centro, ossia il chakra delle radici, si trova nella regione del coccige e vi sono collegati gli organi

del bacino e delle gambe, la vescica, l’intestino (parte terminale), una parte degli organi sessuali, la parte

midollare delle surrenali, le anche, le articolazioni delle ginocchia, delle caviglie e dei piedi, la muscolatura

e lo scheletro osseo in generale.

Il bacino sostiene il corpo e ne è il fondamento. Avendo tre chakra, ospita un numero superiore di vortici

energetici rispetto alla testa. Il bacino racchiude gli organi della procreazione e, con la vescica e la parte

terminale dell’intestino, quelli preposti all’escrezione.

Il bacino è la base d’appoggio della colonna vertebrale, sostiene l’intero peso della parte superiore del

corpo e collega tra loro gli organi di movimento.

Questo chakra trae beneficio dalla sintonia tra le sensazioni, i sentimenti, i pensieri, le parole e le azioni. È

un chakra che ci richiama all’ordine, un ordine che deve essere soprattutto interiore, ci richiama

all’equilibrio e all’armonia con la legge della Vita.

CHAKRA N°2

Il centro numero due è situato per la parte anteriore, subito sopra il pube, per la parte posteriore nei

pressi delle vertebre lombari; comprende gli organi escretori (i reni gli ureteri, l’intestino crasso), gli

organi sessuali (gonadi), la colonna vertebrale e la corteccia del surrene. Per essere sano questo chakra ha

bisogno dell’equilibrio del dare e avere, ha bisogno che la sua energia sia libera e non trattenuta, se

trattenuta, infatti, essa contrae gli organi di cui si fa governatrice e può manifestare problemi ai relativi

organi.

CHAKRA N°3

Il chakra numero tre, si trova tra le vertebre lombari ed il torace, anche detto Plesso Solare. A questo

centro sono collegati gli organi del ventre che regolano la digestione e quelli che regolano il ricambio di

ossigeno. Si tratta quindi dello stomaco e dell’intestino tenue, del fegato e della cistifellea, del pancreas con

l’insulina e della milza.

Questo è il chakra dell’azione, dell’autoaffermazione, del potere, dell’esperienza di vita che qualora

compresa diventa saggezza.

Questo centro si ammala quando ci arrabbiamo per ogni errore dell’altro, per ogni suo difetto che si

contrappone alla nostra pretesa di perfezione. È il chakra delle pretese, detto anche sede dell’ego. Perché

questo centro funzioni bene e così pure gli organi che governa, è necessario lavorare e riflettere sul

proprio ego valutandone tutti gli aspetti.

CHAKRA N°4

Il chakra numero quattro si trova tra il cuore e la colonna vertebrale toracica intrascapolare. Qui si trova

la nostra parte divina che dobbiamo far emergere. Nel quarto centro scopriamo pure l’amore

incondizionato. È quindi un centro di grande rilievo. Alla base dell’amore incondizionato c’è

l’accettazione. Accettazione vuol dire anzitutto accettare noi stessi, così come siamo fatti, amandoci con

tutti i nostri difetti. Di conseguenza ameremo gli altri così come sono, senza volerli cambiare. Noi

possiamo cambiare solo noi stessi, dopo che avremo riconosciuto e accettato i nostri aspetti da cambiare.

Accettazione vuol dire quindi tolleranza.

Al chakra 4 sono collegati: il cuore, i polmoni ed i bronchi, il timo, la cassa toracica con le vertebre

toraciche ed in fine la colonna vertebrale.

CHAKRA N°5

Il chakra numero cinque è situato nella parte anteriore sulla gola e per la parte posteriore sulla nuca, ad

esso sono collegati; la trachea, l’esofago, la laringe, le corde vocali e poi la gola, la cavità orale, le

ghiandole salivari, denti e le labbra, la tiroide e le paratiroidi.

A questo chakra è legata la Pazienza, insieme alla tolleranza e alla bontà. La trasgressione principale

negativa è naturalmente, l’impazienza dietro la quale si trovano a loro volta, altre trasgressioni come;

l’orgoglio, la rivalità, la concorrenza, il voler essere i più bravi, e inoltre, orgoglio e senso di superiorità.

Se l’impazienza viene repressa porta al contrario, ossia all’indifferenza, alla pigrizia. Questo si può notare

nella tiroide nel cui caso un’iperfunzione dimostra l’impazienza, iperattività, mentre un’ipofunzione è

segno di pigrizia ed indifferenza.

CHAKRA N°6

Il 6° chakra controlla tutti gli altri perché è il computer del corpo, poiché qui si controlla tutto ciò che

avviene nel corpo in modo non cosciente, tramite un sistema di comandi. È situato tra le sopracciglia per

la parte anteriore e dietro la fronte per la parte posteriore. Nel sesto centro si manifestano ampiamente i

sensi superiori dell’uomo o meglio dell’anima: l’intuizione, la chiaroveggenza, le visioni, la telepatia, etc.

finché non apriamo il 6° chakra, i nostri cinque sensi sono rivolti all’esteriorità e quindi si ammalano.

Nel 6° chakra inoltre, si trova la ghiandola pineale, la quale non è solamente un organo importante per il

resto del nostro corpo. Trasmettendo tutti i ritmi e tutte le vibrazioni cosmiche al corpo, essa è, inoltre,

aperta per le vibrazioni del nostro corpo, quindi dei nostri pensieri e delle nostre sensazioni. Ogni

sensazione negativa ed ogni pensiero negativo rendono disarmonica la ghiandola pineale. Percepiamo la

dipendenza dal ritmo della ghiandola pineale più chiaramente in base al ritmo del giorno e della notte ed a

quello dell’estate e dell’inverno, cioè in base alla radiazione della luce. La ghiandola pineale è responsabile

della pigmentazione della pelle. In base ad una superpigmentazione, quindi in base ad ogni macchia più

scura, o in base ad una sottopigmentazione, cioè ad una macchia bianca, possiamo concludere se vi è una

disarmonia nella ghiandola pineale. Questa piccola ghiandola è, quindi, un organo ricevente che trasforma

e che trasmette.

CHAKRA N°7

Il 7° chakra è da considerarsi il traguardo. Quando apriamo completamente questo chakra (insieme a

tutti gli altri), siamo UNO con il PADRE, abbiamo raggiunto l’Unità con Tutto il Creato. Questo centro si

trova sotto la sommità del cranio e vi appartengono il cervello ed il cervelletto. Qui l’amore si manifesta

nel suo livello più elevato: la MISERICORDIA che sembra semplice a prima vista, ma non lo è. Al

contrario, essa è una salita di sesto grado.

Spesso siamo poco misericordiosi anche verso noi stessi, abbiamo esigenze troppo elevate; siamo

perfezionisti ed abbiamo esigenze assolute. Questo porta a respingere tutti quegli aspetti negativi che non

possiamo accettare. Ciò porta, a sua volta, ad un accumulo di energia negativa che si esprime poi sotto

forma di mal di testa.

Un grosso ostacolo al raggiungimento del 7° livello è l’attaccamento: a persone, cose, idee, ideali, etc. Le

ghiandole attaccate al cervello sono molto importanti: l’ipofisi è la ghiandola centrale rispetto a tutte le

altre ghiandole, vale a dire, se essa funziona poco anche tutte le altre funzionano poco; diventiamo, quindi,

fiacchi, stanchi, depressi e non c’è più nulla che funzioni bene. L’ipofisi si trova sotto il talamo ed indica

così in modo esemplare se facciamo scorrere l’amore nel corpo.

EREDITARIETA’ DELLE MALATTIE

Per quanto riguarda l’ereditarietà delle malattie, le cose stanno come segue: ognuno possiede, nelle

proprie cellule, schemi genetici che predispongono i corpi a certe malattie. Il nostro tende alle stesse

malattie che hanno manifestato i nostri antenati, poiché l’insieme dei loro atteggiamenti interiori è stato

registrato, come programma, nella materia genetica dell’ovulo e dello sperma, che insieme hanno formato

il corpo che abitiamo. In questo modo la malattia viene trasmessa al corpo per eredità.

Questi programmi cromosomici non vengono attivati finché noi non assumiamo gli stessi atteggiamenti

che sono memorizzati nella nostra linea genetica. Se lo facciamo, le strutture cromosomiche del DNA

cominceranno automaticamente ad attirare nel corpo quei programmi che creano le stesse malattie.

Il nostro atteggiamento è la cura migliore; è ciò che guarisce. Quando cominciamo ad amare noi stessi ed a

rimuovere dai nostri processi mentali gli atteggiamenti che inibiscono la vita, allora la pace e l’armonia

cominceranno a regnare nelle nostre strutture cellulari. Ma prima, occorre che il paziente voglia essere

guarito.

postato da: Stregantropa alle ore 10:14 | Permalink | commenti
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martedì, 05 luglio 2005

IL PRANOTERAPEUTA

CARLA BROGI

Il pranoterapeuta è colui che utilizzando la propria energia, favorisce il processo di autoguarigione in un altro

soggetto.

Per utilizzare al meglio la propria energia, deve cercare di essere in armonia con se stesso e con il mondo

circostante e non ultimo, porsi l’obbiettivo di cogliere l’essenza più profonda della natura e la scintilla divina che è

in ognuno di noi.

Da questa consapevolezza deriva la sua professionalità che si deve manifestare non solo nell’azione terapeutica,

ma nel modo di rapportarsi alle persone, entrando in empatia con loro. Il pranoterapeuta è un professionista e

come tale deve dare un’immagine di sé che rispecchi tutto ciò che è insito nel termine "professionalità"; inoltre,

deve contribuire attraverso la serietà professionale, a far si che la pranoterapia, venga riconosciuta legalmente

anche nel nostro Paese.

CARATTERISTICHE DEL PRANOTERAPEUTA

Il pranoterapeuta dovrà curare la propria immagine perché, strano a dirsi, l’apparenza conta, conta molto! Ciò che

viene percepito al primo incontro condizionerà il rapporto futuro, per cui, curare la propria immagine, vestirsi in

modo adeguato, muoversi con grazia, non significa spersonalizzarsi, ma presentarsi come una persona che

avendo cura di sé, può avere cura anche degli altri. Il comportamento deve essere quello di una persona

responsabile, sicura delle proprie capacità, ma non per questo presuntuosa o arrogante; una persona sempre

disponibile ad imparare, soprattutto una persona capace di ascoltare. Ascoltare sé stessa ed ascoltare gli altri!

Riuscire a distinguere se stiamo proiettando le nostre problematiche sull’altro, o, se invece, è l’altro che sta

comunicando. Ascoltare l’altro significa capire cosa sta comunicando, sia verbalmente che empaticamente. Per

favorire la comunicazione, è importante la disponibilità, la comprensione, la calma e il sorriso, un mix

accuratamente dosato che fa del terapeuta un "buon terapeuta". Esistono numerosi canali attraverso cui è

possibile comunicare e questi canali devono essere sempre tenuti aperti. La parola, è il mezzo più comune per

trasmettere informazioni, idee e sentimenti agli altri, ma è un mezzo da non usare a sproposito, ferendo, o peggio,

spaventando chI si rivolge al terapeuta. A volte è facile lasciarsi coinvolgere, fare previsioni, parlare di visioni o

quant’altro! tutto ciò va accuratamente evitato, non solo perché sono poche le persone "pronte" a seguire certi

argomenti, ma perché ne va della dignità professionale del terapeuta. Raramente però la comunicazione è soltanto

verbale, poiché gli atteggiamenti, i pensieri, possono essere trasmessi anche attraverso mezzi non verbali, es. i

gesti, la mimica, la postura e i movimenti del corpo. Queste forme di comunicazione, trasmettono idee che ne

modificano sia la percezione che l’interpretazione. La comunicazione non verbale è estremamente efficace e oltre

che agire come rinforzo della comunicazione verbale, rivela stati d’animo che il solo linguaggio parlato non è in

grado di trasmettere. Il pranoterapeuta nel rispetto della sua deontologia professionale, deve rispettare la privacy

di colui che vi si rivolge, sia perché c’è una normativa che la tutela, sia perché il concetto di "rispetto" deve

essere interiorizzato nel suo comportamento. Rispetto significa inoltre obiettività e obiettività significa non avere

pregiudizi.

AMBIENTE

Come in tutti gli studi professionali, è necessario creare un’atmosfera cordiale e rilassante. Per raggiungere

questo obiettivo, particolare cura va posta nell’arredo della sala d’attesa, perché è qui che il soggetto avrà il primo

incontro con il mondo della pranoterapia. La sala d’attesa in cui vorrei entrare non è molto grande, è illuminata da

luce naturale ed è igienicamente curata, sia negli arredi, possibilmente ecologici, che nel microclima. Alle pareti

imbiancate a calce, sono appesi gli attestati del pranoterapeuta, il codice deontologico e le foto kirlian. C’è pure

l’iscrizione all’albo! Ma allora è un vero terapista! Noto piacevolmente che sono ridotte al minimo le interferenze di

campi magnetici, infatti l’unico apparecchio elettrico funzionante è uno stereo che diffonde una musica

bellissima: Chopin. Béh, posso sedermi, non sono finita nell’antro di un mago o di una strega! Del resto, ho

contattato telefonicamente il pranoterapeuta, non lo conosco, certo deve avere molti clienti, perché ho dovuto

attendere una settimana per essere ricevuta! Le poltroncine sono essenziali, ma molto comode e sono invogliata

a sfogliare qualche rivista. Orrore! Non ci sono riviste, c’è un periodico della Homo Sapiens, opuscoli informativi

sulla pranoterapia e ... ma no! Non è possibile! C’è un catalogo di vari pittori impressionisti! Monet, Renoir,

Gauguin ecc. Sfoglio con curiosità crescente il catalogo e mi beo dei colori stupendi che vedo, queste immagini

mi dispongono ad una serenità d’animo impensabile. Mi rilasso, mi sento al sicuro, mi servo un bicchiere d’acqua

da un dispensatore e prendo una caramella da un cestino ricamato a mano. No, la poso! Prendo un cioccolatino,

guardo l’orologio e mi accorgo che sono passati 15mn. Sono proprio volati inoltre ho avuto modo di soddisfare

parte delle domande che volevo porre al pranoterapeuta. Questa attesa è stata provvidenziale, non solo mi ha

tolto alcune curiosità, ma mi ha ben disposta al trattamento a cui ho deciso di sottopormi. Si apre la porta, ho un

attimo d’incertezza, ma la persona che vedo e il suo sorriso mi fanno dimenticare tutte le paure. La sala dove

lavora il pranoterapeuta, è arredata con mobili essenziali ma molto curata. Le pareti sono colorate di un verde

pastello bellissimo, ci sono due piante verdi, un lettino con lenzuolino monouso ed una tenda alla finestra

sfiziosissima. Mi piace proprio! Mi piace la scrivania stile antico e le due mensole di legno su cui sono appoggiati

libri di letteratura. Vuoi vedere che questo terapeuta è una persona "normale" e pure "colta"? Ci accomodiamo

su due poltroncine uguali a quelle della sala d’attesa. Rispondo alle sue domande mentre Lui annota tutto su di

una scheda, poi mi fa sdraiare sul lettino. Il mio cuore batte a 100 all’ora. Che mi farà? Gli chiedo se devo

spogliarmi, sorride e fa un cenno di diniego. Con calma mi spiega come procederà. Mi chiarisce che passerà la

sua mano (unico strumento di lavoro), senza toccarmi, su tutta la superficie del mio corpo. Infine annoterà sulla

scheda, le sue valutazioni. Non farà diagnosi mediche, prognosi, né parlerà di farmaci. Mentre lui procede con la

"sua visita" penso che mi aspettavo di vedere candele dappertutto, pendoli, tarocchi, pietre, e pure un cappello a

punta! Sorrido, questo terapeuta mi piace! Si, posso fidarmi.

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venerdì, 01 luglio 2005

Iniziero' a inserire spiegazioni, spero chiare, di cio' che io faccio nella vita.

Sono Pranoterapeuta ed uno dei miei importanti compiti e' quello di divulgarne tutto cio' che puo' servire agli altri per capire cosa e' la PRANOTERAPIA, senza farsi strane idee.

Vorrei avere anche le vostre opinioni in merito, se ne avete, attuando una discussione obiettiva e chiarificatrice.

Saro' lieta di rispondere a domande o dubbi a persone che SERIAMENTE, vogliono saperne di piu'.

CENNI SULLA PRANOTERAPIA

L'uomo vive in una realtà molto ampia e complessa, in cui

materiale e spirituale, reale e irreale, materia ed energia, si

incontrano e si influenzano reciprocamente generando in

questo scambio nuovi modi e condizioni di vita.

L'uomo da sempre ricerca un equilibrio, il punto di equilibrio

delle proprie forze; e quando il rapporto tra le diverse energie

sia interne che esterne è armonico e funzionale, ecco che si

determina uno stato di salute completo.

La pranoterapia, la più antica ed anche la più naturale e

intuitiva delle medicine "alternative" assolve proprio alla

funzione di riportare in equilibrio il quadro energetico

dell'uomo, rafforzando quei punti che si sono indeboliti a

causa di una malattia.

La parola pranoterapia ha come radice etimologica la parola

"prana" che nell'antica lingua indiana significa "energia

vitale". Quell'energia presente in tutto il creato, che fa

crescere i semi, che fa scorrere i fiumi, è nel calore del sole,

nella forza del vento ed anche in noi stessi

E' un'energia molto simile all'elettricità, all'energia magnetica.

Quante volte avremo pensato. "Oggi sono senza energie"

oppure "mi sento proprio scarico... ". Queste affermazioni sono

esatte nei loro termini. Quando, dovuto a particolari

circostanze di stress o di malattia la nostra energia si

indebolisce, per ritrovare l'equilibrio abbiamo bisogno di una

ricarica.

Se le cause del nostro indebolimento non sono gravi o radicate

a volte è sufficiente un periodo di riposo specialmente a

contatto con la natura (che è ricca di "prana") per ottenere un

soddisfacente recupero. Spesso purtroppo ciò non è

sufficiente.

Con la pranoterapia è possibile ricevere la quota di energia di

cui abbiamo bisogno per ristabilirci fisicamente e

psicologicamente.

Tutti possono usare la propria energia per aiutare qualcun

altro.

Proviamo solo a pensare al gesto spontaneo della madre che

mette la mano sullo stomaco del bambino che piange o anche

più semplicemente quando ci sentiamo male o qualcuno vicino

a noi si sente male, la cosa che più spontaneamente siamo

portati a fare è mettere una mano sul punto dolente.

In pratica però esistono alcune persone che "naturalmente" si

trovano ad avere un eccesso di energia, oppure altre che

hanno studiato ed imparato ad assorbire energia ed

incanalarla nel modo appropriato.

Star bene con noi stessi

Il principale obiettivo dell'essere umano è quello di stare bene e di godere ottima

salute.

Tutti quanti si vive nel desiderio di avere un fisico sano e forte, questo pensiero:

basta la salute!

E' cresciuto con noi e pare che tutti quanti la pensino così.

Si dice:" fra i soldi e la salute, scelgo la salute".

Ma quando ho la salute, rimpiango i soldi, quando ho i soldi rimpiango la salute,

quando ho tutti e due vivo nell'ansia di poterli perdere, e così via all'infinito. Siamo

un popolo di:" mai contenti"

Viviamo nella continua lotta per la sopravvivenza e sprechiamo tante energie

nell'inseguire qualcosa che potremmo avere senza tanti sforzi.

La vita ci offre l'opportunità di essere vissuta, ma noi cosa facciamo?

Pensiamo al nostro corpo come a una macchina e da questa macchina pretendiamo

sempre di più, vogliamo che esaudisca ogni nostro desiderio e la mettiamo

continuamente a dura prova, spesso dimentichiamo di darle il giusto carburante, o il

giusto riposo, poi inevitabilmente arriva il giorno in cui il motore perde colpi, si

muove a scatti, a quel punto come reazione ci arrabbiamo, ci arrabbiamo come se ci

avessero venduto una macchina difettosa, solo a quel punto però incominciamo a

riflettere e a considerare che forse avevamo preteso troppo dalla nostra macchina.

Ecco che ora è arrivata la malattia, la macchina è spenta, forse è depressa, forse ha

la batteria scarica, accipicchia! Se me ne fossi accorto prima! Forse avrei potuto

evitare di dovermi fermare così bruscamente.

Ecco per diventare coscienti della responsabilità che abbiamo nei nostri confronti

spesso dobbiamo fare i conti con i nostri limiti, abbiamo bisogno di sondare fino a

che punto possiamo arrivare, con la nostra macchina, questo più o meno lo abbiamo

in qualche modo fatto tutti, tutti ci siamo spinti fino al limite massimo.

Sembra quasi che l'uomo correndo sempre voglia fuggire da qualcosa!

Da cosa vogliamo scappare, forse da noi stessi?

Sembra quasi che si cerchino tutte le scuse possibili pur di essere sempre impegnati,

e nei ritagli di tempo libero? Televisione, cinema, radio, amici ecc. ecc.

Ci rifiutiamo di stare soli, perché? Forse perché ascoltandoci potremmo scoprire

molte cose di noi stessi che preferiamo non sapere?

Ma se c'è un modo per raggiungere la salute fisica e psichica, questo è sicuramente

l'ascolto, l'imparare ad ascoltarsi, imparare ad accogliere i messaggi del nostro

corpo, questa meravigliosa macchina! Anche il nostro corpo ha le spie che si

illuminano quando manca qualcosa e quando sta per finire la benzina comunica

l'entrata in riserva, a quel punto deve entrare la nostra attenzione, per essere

attenti dobbiamo concederci dei momenti dove ascoltiamo noi stessi, dove entriamo

in sintonia con il nostro corpo e a quel punto i messaggi arrivano e anche molto

chiaramente.

Il corpo è molto sincero, parla un linguaggio molto semplice, un linguaggio che tutti

siamo in grado di capire, imparando ad ascoltarlo non potremo che ottenere il

meglio da lui.

Il corpo è il nostro piccolo impero, è colui che ci permette di vivere le piccole e le

grandi esperienze, ognuno di noi è, unico, somigliante si, ma individuale, siamo

come i fiori, anche noi come le rose ci assomigliamo, ma ogni rosa ha la sua

fragranza, ogni rosa ha la sua bellezza e pur facendo parte dello stesso roseto, ogni

rosa mantiene la propria individualità.

Allora! Cosa dobbiamo fare per stare bene con noi stessi?

PE

Pranoterapia

Pranoterapia significa "cura mediante

l’utilizzo del prana". Il termine

"prana" deriva dal sanscrito

(un’antica lingua indiana) e vuol dire

"soffio vitale": si riferisce all’energia

di cui, secondo le teorie orientali, è

permeato tutto l’universo, esseri

viventi compresi.

È una pratica di guarigione

antichissima, se ne hanno notizie su un

papiro scoperto tra le rovine di Tebe,

del periodo dell’antico Egitto e sul

Libro dei Morti sempre dello stesso

periodo.

La dottrina Pitagorica in Grecia

parlava di un principio universale che

unisce armonicamente tutti i corpi

della natura. Presso gli antichi

Romani la Pranoterapia veniva

esercitata precisamente nei templi di

Esculapio, dove veniva esercitata la

cura con le mani.

Da qualche decennio si preferisce

definire il prana "flusso

bioenergetico", sia perché la sua

natura è un po’ meno misteriosa, sia

soprattutto per privarlo di quell’alone di magia che lo rendeva per alcuni, un qualcosa di cui dubitare o,

comunque, a cui guardare con diffidenza. Le attuali conoscenze riguardo il flusso bioenergetico,

autorizzano a ipotizzare che sia costituito da un’insieme di onde elettromagnetiche, termiche ed elettriche

(perciò nulla di magico o soprannaturale), e tutte le persone sono dotate del flusso, perché l’energia è la

forza insita negli esseri viventi che rende possibile la vita.

Dal 1967 il prana o flusso bioenergetico o soffio vitale, grazie ad una particolare apparecchiatura messa a

punto dal russo S. Kirlian, si è riusciti a fotografarlo; oggi attraverso la kamera kirlian e apparecchiature

a essa simili, i pranoterapeuti danno prova della presenza del fluido nelle loro mani. I suoi effetti

terapeutici sono ormai ampiamente certificati anche dalla medicina ufficiale, e in molti stati della

Comunità Europea (oltre che dal mondo) la Pranoterapia è ufficialmente riconosciuta. È stata citata in

diversi convegni medici internazionali come una delle tecniche della medicina alternativa o olistica che

può essere utilizzata per la cura di gravi malattie (risultati significativi si sono raggiunti anche in alcuni

casi di tumore e AIDS). I suoi meccanismi di azione sono connessi con la capacità del terapeuta di agire sul

campo energetico umano, intervenendo tanto sui processi psicosomatici che portano alla manifestazione

della malattia, quanto sui meccanismi fisiologici del corpo.

R SAPERNE DI PIU' E NON FARSI STRANE IDEE

 

P

Il pranoterapeuta come ultima spiaggia?

Di Giuliana Menotti

Spesso accade che al pranoterapeuta si rivolgano persone in cerca del miracolo, persone deluse dalla medicina

tradizionale, disorientate e confuse. Lo scenario è assai triste; sono persone stanche di soffrire, stanche di

spiegare il loro problema, stanche di provare rimedi inefficaci e spesso, stanche di vivere! Molto spesso, i parenti

o il malato stesso dice senza mezzi termini: " Sono venuto da lei per provarle tutte! Per non lasciare nulla di

intentato, come ultima spiaggia provo anche questo!". Inutile dire la gratificazione del pranoterapeuta davanti ad

un’affermazione del genere! Essere definiti "l’ultima spiaggia", fa pensare a quante altre spiagge abbiano già

visitato, spiagge che non hanno raggiunto il risultato richiestogli. Il pranoterapeuta, spesso si trova in questo

dilemma: "Accetto la sfida o lo liquido dicendo che non posso fare niente per lui?" Ma di solito il pranoterapeuta

ha il cuore tenero e non si rifiuta di dare il suo sostegno ad una persona che soffre e quindi, quasi sempre accetta

pur sapendo che sarà una storia difficile.

Tutto questo accade perché non c’è un’adeguata cultura su cosa sia "la

pranoterapia", come prima cosa; la pranoterapia non è la cura dell’ultima spiaggia!

Questo è un punto fondamentale da chiarire, seconda cosa; la pranoterapia dovrebbe

finalmente essere accettata come una cura complementare alla medicina ufficiale. I

medici non dovrebbero vederci come nemici, o come coloro che si vogliono

sostituire in toto alla medicina tradizionale. Noi pranoterapeuti gridiamo da sempre

che non siamo i venditori di fumo che tanti credono, non siamo i delinquenti che

vogliono attribuirsi il merito di "guarire! Parolona spesso abusata!

Quello che abbiamo sempre voluto è spiegare quello che facciamo, spiegare quale è il settore dove noi agiamo e

cioè; il campo energetico umano, o il campo magnetico che circonda tutto il nostro corpo e senza il quale non si

potrebbe vivere. Nessun essere vivente può vivere senza il campo energetico. Spiegato questo; il compito del

pranoterapeuta è quello di riequilibrare il corpo energetico del paziente mettendolo in grado di assorbire più

vitalità. Un corpo malato si esprime emanando un campo energetico malato e debole. Un campo energetico

malato si esprime dando origine ad un corpo malato. I due fattori sono estremamente collegati, siamo di fronte al

dilemma; si ammala prima il corpo o il campo energetico? Secondo la nostra esperienza, si ammala prima il

campo energetico, ma questo tutto sommato, è poco importante, ciò che conta è comprendere che l’uno ha

bisogno dell’altro e che, un corpo sano equivale ad un campo energetico sano, mentre un corpo malato equivale

ad un campo energetico malato. Può sembrare complicato da comprendere, ma se ancora c’è molta gente che non

accetta questo discorso è perché da parte di enti autorevoli c’è sempre stata molta diffidenza e resistenza

nell’accettare che una terapia "all’occhio del profano" così semplicistica sia efficace e molto necessaria al

benessere di ogni persona. Quando questa scienza dell’energia sarà più conosciuta e compresa come è giusto che

sia, allora, darà i suoi frutti migliori, perché non sarà più vista come una pratica di poco conto, ma sarà inserita

nella lista delle cure a scopo terapeutico e preventivo. Personalmente sono dell’opinione che se ci fosse una

maggiore informazione su come funzioniamo, sia sul piano fisico che sul piano energetico, la pranoterapia

sarebbe vissuta, non solo come una terapia curativa, ma come una terapia di prevenzione per mantenere lo stato

di buona salute. Per concludere in bellezza, cito le parole di un amico medico il quale afferma: " Esiste un corpo

che sta bene, ma non esiste un corpo sano". Sono molto d’accordo con lui! Il semplice fatto di vivere su un

piano dove tutto ciò che è vivente ha una scadenza, è naturale pensare che anche noi avremo la nostra e quindi;

anche un corpo che sta bene è comunque in cammino verso la sua scadenza. Può sembrare macabro, ma è

semplice logica, diamoci da fare per scoprire l’elisir della vita eterna e tutti sfuggiremo a questa legge!

ER SAPERNE DI PIU' E NON FARSI STRANE IDEE
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venerdì, 17 giugno 2005
BLU'

E' l'alba
e sulla spiaggia silenziosa
io e il mare.
So di essere solo un granello di sabbia
in questa spiaggia.
So di essere solo una goccia
in questo mare.

Sento soltanto le onde che si infrangono
sulla bionda battigia,
e respiro sale e vita di mia vita.
So di essere solo un granello di sabbia
in questa spiaggia.
So di essere solo una goccia
in questo mare.

Com'e' strana questa vita, beffarda,
come l'acqua
che cerchi di afferrare in una mano
e che  ti scappa via.
Questa vita che ti regala tutto quando non ti serve niente
e ti toglie tutto quando inizi ad imparare;

Ma so di essere solo un granello di sabbia
e so di essere solo una goccia di questo mare;
Senza di me pero', l'intensita' del blu'  non sara'  mai piu' la stessa.

Letizia
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categoria:poesie, racconti, arte, storie
venerdì, 17 giugno 2005
IL BUNKER

Ho sofferto cosi tanto di solitudine, che adesso mi da fastidio anche guardarmi nel riflesso di una pozza.

Ho imparato a farmi compagnia da solo.

Dentro il mio bunker sotto terra non filtra neanche un raggio di luce. Non un rumore. Ne un alito d’aria.
Gli alberi me li sono scalfiti con le unghie sulle pareti……..e’ l’unica cosa di cui vorrei ricordarmi insieme al viso dei miei figli.
Quando ho deciso di seppellirmi vivo, speravo che tutte le memorie ed i ricordi svanissero chiudendo la botola alle mie spalle. Invece. Ricordo tutto.
Ancora . Dopo tutto questo tempo, che ormai non conto piu’.

Mi sovviene spesso il volto chiaro di mia madre. I suoi occhi verdi e liquidi come lo specchio d’acqua di un lago di montagna. Mi ci perdevo dentro allora e mi ci perdo dentro adesso che non l’ho piu’ davanti, tanto e’ forte la sua presenza dentro di me.
Vorrei scacciarla insieme al resto, ma lei rimane con me, quasi a farmi un dispetto.
Non vuole abbandonare suo figlio.
Se fosse vissuta al momento della mia decisione, piuttosto che lasciarmi andare mi avrebbe ucciso. Poi si sarebbe tolta a sua volta la vita. Lo so. Sarebbe stato cosi.

Quello che mi da piu’ fastidio qua’ dentro e’ tutto questo silenzio. Lo sento pesante.
E’ lui che mi divora di piu’. Mi permette troppi pensieri che io non so, non posso frenare.
Ma non voglio uscire di qui. Mai piu’.

Passo le ore ( i giorni? )a scappare dai miei ricordi. Non c’e’ niente da fare. In questo rifugio non c’e’ RIFUGIO!
Passo da un ricordo all’altro, cosi’ come una donna al mercato fruga fra i mucchi di merce a poco prezzo. La differenza sostanziale e’ che non sono io che scelgo, sono loro.

Talvolta i miei ricordi sono cosi’ reali che mi viene da toccarli, cosi’ come capita col ricordo della mia compagna.
Il biondo della sua pelliccia arruffata dal vento mentre la rincorro sull’erba.
La raggiungo. Mi soffermo affannato a guardare i suoi occhi profondi. Neri come l’ebano. E’ cosi’ bella bagnata dal sole. E’ bella sempre.
Ci fermiamo, l’uno accanto all’altra ad osservare la vallata di peschi in fiore.
Mi avvicino per godere del suo profumo, la sua pelliccia mi solletica il naso e…………poi apro gli occhi e lei, e lei non c’e’……..maledetta testa. Maledetto cuore. Maledetto tutto quanto.

Odio gli uomini. Odio il genere umano. Per questo sono qui.

Loro non hanno capito niente. Non vogliono capire e non capiranno mai.
Non esagero se dico che mi hanno rubato l’anima.
Io sono nato per essere libero non per essere comandato da qualcuno.
Mi sento piu’ libero in questo buco nel terreno, costretto ad annusarmi il piscio,  ed a rosicchiare ossi e croste di pane, piuttosto che la fuori in mezzo alla gente, e ad un mondo che hanno costruito loro. Mi fa paura.

La loro unica fortuna e’ che io non ho mai parlato, non gli ho mai detto niente. Non ho mai detto niente a nessuno io.
Non serviva parlare. Non ce ne doveva essere bisogno. Ma il genere umano. Si, tutto quanto, si ciba invece di parole. Troppe parole.
Parole usate solo per far male. Per far star zitti gli altri. Per ordinare guerre e genocidi, per distruggere tutto quello che di bello c’e’ e poteva esserci sulla terra.
Ambiziosi, egoisti figli di p.uttana !

Mi hanno portato via tutto.
Non servivo piu’ a nessuno. Capito?

Facevo il servizio di notte col mio compagno, ad una fabbrica di prodotti farmaceutici. Un fabbricone di 10.000 metri quadrati.
Ho lavorato duramente anche sotto le intemperie , senza tregua ne riposo. Ma lo facevo volentieri perche’ era all’aperto.
Non era mai entrato nessuno da quando mi avevano preso. Poi, una distrazione e…….Mah! Dopotutto erano assicurati, ma non gliene e’ fregato proprio niente.
Hanno iniziato a guardarmi in un modo che non mi piaceva affatto. Anche il mio compagno non era piu’ lo stesso con me, tanto che siccome non si fidava piu’, mi ha affiancato un’altro. Ho preferito andarmene. Son scappato.

Si perche’ per loro uno vale solo per quello che puo’ produrre. Stop.
Fai uno sbaglio ( capita no? ) e loro non se lo scordano piu’. Ti tengono alla prova finche’ non ti ribeccano in fallo.
Fai il secondo sbaglio e sei fuori. Fuori dal gioco. Fuori dal mondo. Fuori da tutto.
Ti fanno sentire cosi’ inutile e sbagliato che sei tu che scappi via. Ti punisci da solo.
Perche’ loro sono spesso troppo vigliacchi…..anche quando ti tirano mazzate, non ti guardano mai negli occhi. Mai.
Io non gli ho dato la soddisfazione di sbagliare due volte. Me ne sono andato via alla prima.
Intendiamoci, non ho conosciuto solo figli di p.uttana in vita mia, qualcuno con un cuore ed un cervello esiste, ma sono cosi’ pochi………..non ne vale la pena. Non vale piu’ la pena per niente.

E allora eccomi qua’. Solo con me stesso e con i miliardi di ricordi mischiati nella testa, a leccarmi le ferite ed annusarmi il piscio.
Ingurgito avanzi. Scavo qualche buca. Per sfizio, qualche volta, mi rosicchio un bell’osso e qualche crosta di pane. Dormo. Mi disseto con l’acqua che filtra dal terreno…..tutto qua’.
In un bunker, cosa puo’ mai fare d’altro un cane?



Letizia Gambassi
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categoria:poesie, racconti, storie
venerdì, 17 giugno 2005

Pezzo di Legno

Come un pezzo di legno galleggio sul mio dolore.
Come un pezzo di legno non posso urlare.
Non posso chiedere aiuto. Non posso fare niente di niente.
Galleggio.
Sperando che la bassa marea, prima o poi, mi porti alla deriva come un relitto.
Mi passano davanti giorni, notti...il tempo passato mi bagna e quello futuro mi aspetta con un fiammifero in mano.
Come un pezzo di legno aspetto.
Solo questo posso fare.
Rimango a galla e spero.

Letizia 21/10/03

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venerdì, 17 giugno 2005
RIFLESSI ROSSI

OGNI RIFLESSO CHE ATTRAVERSA IL MIO SGUARDO,
FERISCE DI ROSSO I MIEI OCCHI.
OGNI ALBA. OGNI TRAMONTO,
E' UNA LAMA SOTTILE CHE BRUCIA.

MA IL RIFLESSO CHE MI TORMENTA DI PIU',
E' QUELLO DEL TUO SGUARDO NEL MIO.
PERCHE' ADESSO NON POTRO' AVERTI.
PERCHE' ADESSO SEI COSI' VICINO CHE
LA TUA IMMAGINE MI RITORNA SFUOCATA E NON TI
LEGGO COME VORREI.


QUANDO TI HO DISTANTE INVECE,
TI DISEGNO, IN OGNI TUO PICCOLO PARTICOLARE.
TI DESIDERO DI PIU',
ED IL TUO SGUARDO
NON PUO' FARMI COSI' MALE.

RIFLESSI ROSSI DENTRO IL MIO CORPO.
LI SENTO VERI, COSI' COME SI INSINUA LA SETE, ED IO,
HO SETE DI TE CHE NON PUOI DARTI ADESSO
MA TI OSTINI INNANZI A ME.

LA TUA FIGURA SI ALLONTANA DAL MIO SGUARDO
ADESSO.
PIU' CHE SVANISCI E PIU' DIVENTI INTENSO.
SPARISCI NEL TRAMONTO E TI CONFONDI,
IN MEZZO AD UN RIFLESSO ROSSO.
postato da: Stregantropa alle ore 14:48 | Permalink | commenti (1)
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