Il principale obiettivo dell'essere umano è quello di stare bene e di godere ottima
salute.
Tutti quanti si vive nel desiderio di avere un fisico sano e forte, questo pensiero:
basta la salute!
E' cresciuto con noi e pare che tutti quanti la pensino così.
Si dice:" fra i soldi e la salute, scelgo la salute".
Ma quando ho la salute, rimpiango i soldi, quando ho i soldi rimpiango la salute,
quando ho tutti e due vivo nell'ansia di poterli perdere, e così via all'infinito. Siamo
un popolo di:" mai contenti"
Viviamo nella continua lotta per la sopravvivenza e sprechiamo tante energie
nell'inseguire qualcosa che potremmo avere senza tanti sforzi.
La vita ci offre l'opportunità di essere vissuta, ma noi cosa facciamo?
Pensiamo al nostro corpo come a una macchina e da questa macchina pretendiamo
sempre di più, vogliamo che esaudisca ogni nostro desiderio e la mettiamo
continuamente a dura prova, spesso dimentichiamo di darle il giusto carburante, o il
giusto riposo, poi inevitabilmente arriva il giorno in cui il motore perde colpi, si
muove a scatti, a quel punto come reazione ci arrabbiamo, ci arrabbiamo come se ci
avessero venduto una macchina difettosa, solo a quel punto però incominciamo a
riflettere e a considerare che forse avevamo preteso troppo dalla nostra macchina.
Ecco che ora è arrivata la malattia, la macchina è spenta, forse è depressa, forse ha
la batteria scarica, accipicchia! Se me ne fossi accorto prima! Forse avrei potuto
evitare di dovermi fermare così bruscamente.
Ecco per diventare coscienti della responsabilità che abbiamo nei nostri confronti
spesso dobbiamo fare i conti con i nostri limiti, abbiamo bisogno di sondare fino a
che punto possiamo arrivare, con la nostra macchina, questo più o meno lo abbiamo
in qualche modo fatto tutti, tutti ci siamo spinti fino al limite massimo.
Sembra quasi che l'uomo correndo sempre voglia fuggire da qualcosa!
Da cosa vogliamo scappare, forse da noi stessi?
Sembra quasi che si cerchino tutte le scuse possibili pur di essere sempre impegnati,
e nei ritagli di tempo libero? Televisione, cinema, radio, amici ecc. ecc.
Ci rifiutiamo di stare soli, perché? Forse perché ascoltandoci potremmo scoprire
molte cose di noi stessi che preferiamo non sapere?
Ma se c'è un modo per raggiungere la salute fisica e psichica, questo è sicuramente
l'ascolto, l'imparare ad ascoltarsi, imparare ad accogliere i messaggi del nostro
corpo, questa meravigliosa macchina! Anche il nostro corpo ha le spie che si
illuminano quando manca qualcosa e quando sta per finire la benzina comunica
l'entrata in riserva, a quel punto deve entrare la nostra attenzione, per essere
attenti dobbiamo concederci dei momenti dove ascoltiamo noi stessi, dove entriamo
in sintonia con il nostro corpo e a quel punto i messaggi arrivano e anche molto
chiaramente.
Il corpo è molto sincero, parla un linguaggio molto semplice, un linguaggio che tutti
siamo in grado di capire, imparando ad ascoltarlo non potremo che ottenere il
meglio da lui.
Il corpo è il nostro piccolo impero, è colui che ci permette di vivere le piccole e le
grandi esperienze, ognuno di noi è, unico, somigliante si, ma individuale, siamo
come i fiori, anche noi come le rose ci assomigliamo, ma ogni rosa ha la sua
fragranza, ogni rosa ha la sua bellezza e pur facendo parte dello stesso roseto, ogni
rosa mantiene la propria individualità.
Allora! Cosa dobbiamo fare per stare bene con noi stessi?
PE
Pranoterapia
Pranoterapia significa "cura mediante
l’utilizzo del prana". Il termine
"prana" deriva dal sanscrito
(un’antica lingua indiana) e vuol dire
"soffio vitale": si riferisce all’energia
di cui, secondo le teorie orientali, è
permeato tutto l’universo, esseri
viventi compresi.
È una pratica di guarigione
antichissima, se ne hanno notizie su un
papiro scoperto tra le rovine di Tebe,
del periodo dell’antico Egitto e sul
Libro dei Morti sempre dello stesso
periodo.
La dottrina Pitagorica in Grecia
parlava di un principio universale che
unisce armonicamente tutti i corpi
della natura. Presso gli antichi
Romani la Pranoterapia veniva
esercitata precisamente nei templi di
Esculapio, dove veniva esercitata la
cura con le mani.
Da qualche decennio si preferisce
definire il prana "flusso
bioenergetico", sia perché la sua
natura è un po’ meno misteriosa, sia
soprattutto per privarlo di quell’alone di magia che lo rendeva per alcuni, un qualcosa di cui dubitare o,
comunque, a cui guardare con diffidenza. Le attuali conoscenze riguardo il flusso bioenergetico,
autorizzano a ipotizzare che sia costituito da un’insieme di onde elettromagnetiche, termiche ed elettriche
(perciò nulla di magico o soprannaturale), e tutte le persone sono dotate del flusso, perché l’energia è la
forza insita negli esseri viventi che rende possibile la vita.
Dal 1967 il prana o flusso bioenergetico o soffio vitale, grazie ad una particolare apparecchiatura messa a
punto dal russo S. Kirlian, si è riusciti a fotografarlo; oggi attraverso la kamera kirlian e apparecchiature
a essa simili, i pranoterapeuti danno prova della presenza del fluido nelle loro mani. I suoi effetti
terapeutici sono ormai ampiamente certificati anche dalla medicina ufficiale, e in molti stati della
Comunità Europea (oltre che dal mondo) la Pranoterapia è ufficialmente riconosciuta. È stata citata in
diversi convegni medici internazionali come una delle tecniche della medicina alternativa o olistica che
può essere utilizzata per la cura di gravi malattie (risultati significativi si sono raggiunti anche in alcuni
casi di tumore e AIDS). I suoi meccanismi di azione sono connessi con la capacità del terapeuta di agire sul
campo energetico umano, intervenendo tanto sui processi psicosomatici che portano alla manifestazione
della malattia, quanto sui meccanismi fisiologici del corpo.
R SAPERNE DI PIU' E NON FARSI STRANE IDEE